Parliamo di INDIPENDENZA
Sono sempre stata spronata ad esserlo, un po' per incoscenza dei miei giovani genitori, un po' per necessità poichè sono sempre stata un valido appoggio quando da quando ero in 3° elementare ed è arrivata la sorellina tanto desiderata, a cui ho finito per fare + io da mamma che quella vera; ma a 9 anni non si è ancora neanche adoloscenti, ero ancora una bambina anche io, e di errori ne ho commessi forse ingenuamente un bel po'. Ma non è di questo che voglio parlare, ... me ne sono già dispiaciuta in vari modi e per vari motivi in passato; ora è tutto finito.
Essere indipendente è diventata una necessità, un bisogno per me da qualche anno, tanto che mi sono posta un po' di domande sul perchè questa ossessione; me lo sto chiedendo ora in modo particolare perchè mi rendo conto di stare muovendomi verso delle scelte che hanno una forte connotazione indipendentista ( vedesi x esempio l' acquisto di una casa mia e solo mia) e che possono essere fraintese o mettere a disagio le persone a cui tengo.
Mettiamola così: ho imparato che nella vita se vuoi qualcosa te la devi guadagnare con + o - fatica a seconda dei casi, e anche quando l'hai ottenuta devi saperla conservare/mantenere, condividendola con il resto che si possiede e che ci circonda. Ho sperimentato sulla mia pelle, che non sempre si può avere quello che si vuole, e che questo può fare così male da farci cadere nella disperazione e farci dimenticare di "vivere"; tutto questo succede quando si dipende troppo da una persona e si pretende inconsciamente che questa o queste persone ci rendano felici.
"Io non voglio + mettere la mia felicità nelle mani di un estraneo, seppur meritevole di amore."
Di conseguenza, sono io che penso alla mia felicità, sono io che scelgo di essere accomodante, sono io che gestisco la mia vita; sapere di avere questo potere mi fa stare bene e mi fa credere ( e non parlo di illusione, ma di catalizzazione delle forze) di poter fare tutto quello che voglio.
Eccomi quindi ad assecondare un'esigenza ma anche un sogno che sento essere giunto il momento di realizzare. Lo voglio fare da sola per due motivi: il primo è che, sebbene sia triste ammetterlo, la società ci ha abituati a gettare spesso troppo in fretta la spugna quando in una coppia qualcosa non va, e quindi voglio evitare schifose graffiate ecomiche nel caso succedesse a me; in secondo luogo, è una cosa che sento io, non voglio costringere nessuno ad assecondarmi in un passo così importante e vincolante.
E' la motivazione che + mi preme il mio ragazzo capisca; non lo sto escludendo, non gli sto dicendo che lo amo di meno, non sto dicendo niente a lui, se non che ... ho bisogno di questo, non ti chiedo niente, se non di capirmi e di aiutarmi con la tua presenza, i tuoi consigli e suggerimenti; non sentirti inferiore o in difficoltà: sii felice dei miei sogni che cerco di soddisfare, perchè potrebbero diventare parte dei tuoi...
Sembrerebbe che questo sia stato recepito, e finalmente, dopo giorni di dubbi, ho ritrovato un po' di serenità.
categoria: riflessioni, casa, ricerche, libertĂ , carattere, decisioni, indipendenza, tenacia



































